Mostra Omaggio ad Enrico Manera

FOTO_ENRICO_MANERALa Biennale di Ferrara ospiterà una rassegna espositiva dedicata ad Enrico Manera.

 

ENRICO-MANERA-TRANSFERT-small Le opere pittoriche di Enrico Manera percorrono un tracciato che può essere inserito all'interno di un filone artistico di lunga durata che riguarda il tema del viaggio. Si tratta, infatti, di un percorso introspettivo nei sentieri dell'anima scandito su un concetto di tempo che non conosce la linearità di quello storico, procede e si sviluppa a spirale tra le pause e le soste, i ritorni e l'inquieto andare delle emozioni e delle intermittenze del cuore, verso una meta che occhieggia e scompare, si offre e si nega, ora è vissuta ora è solo sognata, ma sempre guida la ricerca e addita la strada: l'amore, nell'accezione filosofica del termine, poiché è in esso l'origine di ogni esperienza e conoscenza, di ogni umano progresso della civiltà e della vita stessa. In continuo movimento, alla ricerca di nuovi spazi e sconosciute esperienze da vivere, l'artista fa della pittura il suo linguaggio personale. Le sue opere sono fiabe, fumetti, frames cinematografici ambientati in un mondo quasi metafisico che vive, però, di soggetti tratti dalla realtà quotidiana: oggetti comuni come un poster, un aeroplano, una sedia, una finestra, una panca, elementi che fanno anonimamente parte della vita di ogni giorno e che in queste opere sembrano brillare di una luce nuova, proprio in virtù di relazioni segrete e magiche che si intuiscono pur non essendo esplicitate. Le "passioni" prendono forma, le ineffabili energie che attraversano il pittore, trovano sfogo e diventano gioie di vivere in perenne mutamento, le opere d'arte si rinnovano mediante un concentrato di pensieri condensati in immagini 'mediatiche'. La realtà è registrata dall'artista in modo del tutto personale, cogliendone la sua armonia essenziale, fatta di contrasti coloristici, di un'impercettibile calma che si traduce in dinamismo attraverso il segno pittorico. Manera pone in risalto l'evidente paradosso che esiste tra spirito e materia, descrivendo il sistema sociale nel quale viviamo senza banali e facili categorizzazioni, ma limitandosi a trasportare su tela la sua personale percezione della realtà. Le sue opere sono di impatto, utilizzano un linguaggio universale e globalizzato che toglie il fiato per la veemenza del messaggio che trasmettono. Colpiscono l'assenza d'incertezza di tratto pur essendo sfumato, la cura e la prontezza dell'esecuzione, il connubio tra volumi e colori. Denominatore comune della sua poetica è una "sensazione indefinita" fatta di "prospettive" negli scorci dei luoghi dell'infanzia, nei meandri di un passato attualizzato e di "suggestioni"nelle vedute paesaggistiche di chiaro sapore metropolitano. È una pittura che cattura il senso di vertigine, la salita e la picchiata, il mondo visto nelle differenti sfaccettature, la prospettiva che il pianeta stia per cambiare. Ogni opera dell'artista è un 'fantascopio' che raccoglie dentro di sé luce ed impulsi che nascono da un breve tempo d'incubazione; riflessioni e mutazioni dell'inconscio in cui la vita e l'arte si confondono e diventano inscindibili l'una dall'altra.
Sara Polidori.