LA FOTOGRAFIA: L'ARTE DI NON PREMERE IL BOTTONE
Dal 18 al 25 gennaio 2011
Castello Estense, sale Imbarcadero
Piazza Castello
a cura di Vincenzo Cignarale
immagine scattata da MAX CARDELLI, uno fra i grandi protagonisti della mostra.
Creare immagini, disegnare con la luce, organizzare eideticamente. La terza sezione 'La fotografia: l'arte di non premere il bottone', riprodurrà uno spettro segreto spazio-temporale aperto e dilatato che si avvicinerà alla stessa 'ragion pura ' kantiana anche se solo a livello della percezione semplicemente estetica senza finalità di razionalizzazioni. L'intera mostra sarà pensata, intesa sostanzialmente non come una semplice realtà materiale, ma come vera e propria costruzione mentale che renderà esplicito il rapporto dell'uomo con la realtà circostante: un involucro cosmico che provoca emozioni e spinge spesso al tentativo di fissare nella memoria la peculiarità di un momento, di una sensazione, di uno sguardo che è fisico, concreto, sensoriale, ma anche emozionale, istintivo e ideale. Paesaggi dell'anima, adocchiamenti inventati, luoghi rubati, espressioni romanticamente modificate consentiranno di soffermarsi e selezionare particolari nel grande mondo che si offre allo sguardo, capace di cancellare elementi del territorio, in grado di esaltare certi giochi di colore e consapevole di farci immaginare e di andare al là della semplice rappresentazione materiale. L'ottica fotografica sembra essere superata da una visione prospettica più libera: nascono così vere e proprie pagine di poesia attraverso l'eccellente bianco e nero e un uso del colore forte e personale. La luce diviene la più profonda verità dell'universo. Queste fotografie, sono opere d'arte che raccontano i colori della nostra anima e delle nostre immagini mentali: forse si potrebbe quasi azzardare che l'immagine dell'anima offerta dai fotografi assomigli a quella di un territorio sconosciuto, inconfessato, intimo rimasto desiderio nascosto per lungo tempo. Una vaghezza ben conscia della metamorfosi continua della nostra terra e del nostro tempo, metafora dell'incessante divenire della società, che modifica tutto ciò che è percepibile ai sensi e anche all'idea stessa. Su tutto vince l'immaginazione dell'artista che interviene, dunque, nella interpretazione del suo stato d'animo, concepito non come un cerchio chiuso, bensì in un dispiegarsi infinito. Gli autori delle fotografie spazieranno a 360° in vasti temi, raccontando, ognuno a suo modo, una particolare visione di ciò che è il loro universo interiore che non sempre coincide necessariamente con uno spazio reale. Essi hanno assaporato il mondo servendosi di 'occhi nuovi' capaci di entusiasmarsi, incantarsi dinanzi alla possibilità di scoprire e svelare i segni della trasformazione e del cambiamento della realtà. Il filtro e la forza propositiva della sensibilità dell'artista, attraverso cui la fotografia ci mostra le cose diversamente da come siamo convinti di vederle, mantenendo e interpretando la presenza dello sguardo e della mente sottesi agli occhi e all'obiettivo fotografico, sono l'arte di saper non premere il bottone.
Sara Polidori
MAX CARDELLI
Nato a Milano nel 1965, Max Cardelli inizia a lavorare a tredici anni in un piccolo laboratorio di stampa foto dopo la scuola, dove apprende i primi rudimenti del mestiere, iniziando anche a scattare fotografie con la sua prima macchina, un'Olympus 35 mm. Studia fashion photography all'Istituto Europeo di Design a Milano e dopo due anni decide di trasferirsi a New York, dove ha inizio la sua carriera internazionale nel mondo della moda. Attualmente vive a Milano, ma è un vero globetrotter, molto spesso in viaggio.Lavoro
Max Cardelli inizia la sua carriera a New York, dove ha occasione di lavorare come assistente fotografo e poi di pubblicare i suoi primi servizi di moda. È un affezionato collaboratore di Marie Claire Italia, per cui ha scattato numerosi servizi di moda e beauty e varie copertine («la redazione mi lascia molto spazio creativo»). I suoi scatti sono stati pubblicati anche da D La Repubblica delle Donne, Elle Francia, Wallpaper, Allure e GQ. Le sue fotografie hanno illustrato, tra gli altri, le campagne pubblicitarie di: Lancôme, Versace, Prada, Nike, Wella, Maxmara, Missoni, La Perla, L'Oréal, Etro e Les Copains. Tra le celebrities che sono state immortalate da Max Cardelli in alcuni intensi ritratti si ritrovano bellezze italiane come Isabella Ferrari, Laura Chiatti e Valeria Golino, accanto a nomi di calibro internazionale come Milla Jovovich, Jennifer Lopez e Eva Herzigova, oltre agli stilisti, Stefano Pilati, Antonio Marras, Donatella Versace, Ottavio Missoni. Nel 2005 è stato uno dei fotografi ospitati nella mostra milanese Lo Sguardo Italiano, un panorama sulla fotografia di moda italiana degli ultimi cinquant'anni. Attualmente sta lavorando a un libro di sue fotografie e a una personale.
Stile
«Ho sempre in mente un'immagine davanti agli occhi quando scatto un servizio», si crea da sola nel momento in cui Max Cardelli entra in contatto con la modella prescelta, dopo che ne osserva i gesti e i movimenti fuori dal set. Visi e corpi diventano il materiale essenziale per il fotografo, che tenta ogni volta di realizzare la propria visione figurativa tramite le immagini, ricercando il momento perfetto da fissare in una fotografia dall'altissimo valore estetico. Carattere, forza espressiva e visi decisi sono peculiari dei servizi di moda e beauty di Cardelli, che riesce, in questi due ambiti, a condensare il proprio amore per i ritratti, il fascino della gestualità femminile, il poter inventare delle storie cercando la bellezza assoluta. La forza grafica dei colori o l'effetto surreale del bianco e nero risaltano i corpi in movimento o i visi in primo piano in uno stile unico, essenziale e, allo stesso tempo, incredibilmente espressivo.
Frase
«Sono sempre alla ricerca di quel qualcosa di speciale e unico che ogni donna ha dentro di sé. Ovviamente non ci riesci sempre, ma quando ce la fai, riesci a rendere magico questo lavoro».